Il primo grande partito sarà quello dell’astensionismo

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E poi dicono che il primo grande partito che uscirà dal segreto dell’urna alle prossime politiche sarà quello dell’astensionismo. E’ facile crederlo. Perché politici a parte, ancora una volta gli elettori italiani dovranno confrontarsi con un nuovo metodo elettorale e con una scheda che è stata adeguata all’abbisogna. Il prossimo 4 marzo farà il suo esordio il “Rosatellum bis”, la legge elettorale approvata da Pd, Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare e critica da M5S e dalle forze di sinistra e ideata da Ettore Rosato (Pd).

I cittadini abruzzesi potranno eleggere 14 deputati (5 nei collegi uninominali e 9 con il sistema proporzionale) e 9 senatori (2 nei collegi uninominali e 7 con il sistema proporzionale).

Vediamo nel dettaglio quali sono le novità.

Ripartizione dei seggi. 593 collegi nella quota proporzionale (386 Camera e 207 Senato) mentre i collegi uninominali sono in tutto 341 a cui si aggiungono 12 collegi della circoscrizione Estero Camera e 6 del Senato.

Sistema misto: collegi uninominali e plurinominali; il 36% dei seggi viene distribuito col sistema maggioritario e il restante 64% col proporzionale. Il voto è unico, senza possibilità di voto disgiunto. La scheda sarà unica.
Previsti collegi uninominali e plurinominali. Nei primi il seggio è attribuito al candidato che ottiene il maggior numero di voti; nei secondi invece il riparto avviene a livello nazionale col sistema proporzionale, tra le coalizioni di liste e le liste che superano la soglia di sbarramento. Il deputato eletto in più collegi plurinominali (è previsto un massimo di 5 pluricandidature) è proclamato in quello dove la sua lista ha ottenuto il minor numero di voti rispetto al totale del collegio. Chi viene eletto in un collegio uninominale e in uno o più plurinominali si considera eletto in quello uninominale. Non sono previsti voti di preferenza.

Soglie di sbarramento. I partiti che si presentano da soli hanno una soglia di sbarramento del 3%. Le coalizioni, che devono essere uniche a livello nazionale, hanno uno sbarramento al 10% (ma non vengono contati i voti delle liste sotto l’1% e almeno un partito deve aver superato il 3%). I partiti in coalizione devono presentare candidati unitari nei collegi uninominali.

Nei collegi plurinominali l’elenco dei candidati di ciascuna lista deve seguire l’alternanza di genere e nel complesso dei collegi uninominali e nelle posizioni di capolista nei collegi plurinominali i candidati di ciascun genere devono essere compresi tra il 40% e il 60% del totale.

Il voto. Il nome del candidato sulla scheda sarà affiancato dal simbolo dei partiti che lo sostengono. Barrando il simbolo, il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale. Chi barrerà solo il nome candidato del collegio uninominale vedrà il suo voto distribuito proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del collegio.

Pino Cavuoti

 

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